Riflessioni sotto l'ombrellone a cura del Circ. Trasporti SEL Firenze
In un paese normale sarebbe bastato uno degli ultimi sei o sette scandali dell’attuale governo a far crollare tutto.
Ma molto probabilmente l’estate 2010 passerà alla storia come uno dei momenti più tragicomici che la politica Italiana abbia mai offerto.
Un Governo non più sostenuto dalla sua stessa maggioranza che continua nella sua “opera” di riforme solo per i soliti noti.
Una finanziaria che ucciderà lo stato sociale, niente lotta all’evasione fiscale, reintegro di capitali illeciti da paradisi fiscali, legge bavaglio, politiche del lavoro inconsistenti con l’avvallo dei sindacati “amici” firmatari già a suo tempo del patto per l’Italia (vedi la vicenda dello stabilimento di Pomigliano d’ Arco), la minaccia del nucleare contro l’ambiente, l’azzeramento della ricerca scientifica e conseguente fuga all’estero dei cervelli,
lo stravolgimento della costituzione, la delegittimazione della magistratura ;
Il bello è che il capo del Governo minaccia anche le elezioni anticipate!
E poi la nuova cricca già ribattezzata P3 che, avute le chiavi in mano del potere, opera indisturbata dentro ogni malaffare possibile, come la ricostruzione dell’Abruzzo, accusando la magistratura di protagonismo mediatico e incapacità.
Ministri e Sottosegretari che si dimettono per iscrizione nei registri degl’indagati,un Ministero creato dal nulla per sottrarne l’inquilino dall’accusa di ricettazione, appartamenti regalati di fronte al Colosseo e a Montecarlo, escort di palazzo ecc.
Questo Paese è sull’orlo di una crisi.
L’unico valore che ha legato la maggioranza è l’ obbedienza a Berlusconi, chiunque si allontani dal dogma dell’obbedienza al leader viene diffamato come un criminale.
La rocambolesca eppure annunciata fine della maggioranza ha colto il campo avversario ancora una volta diviso, lacerato fra le solite cento anime, incapace non soltanto di esprimere da subito un’alternativa per
il futuro, ma nemmeno di elaborare una piccola strategia per i prossimi mesi.
Addirittura Bersani allontana le elezioni anticipate e vede di buon occhio il Ministro Tremonti a capo di un Governo tecnico.
E che dire di Grillo che al popolo del vaffa day propone Montezemolo, come se il prodotto di casa Agnelli fosse un’ educanda.
In un momento così drammatico come quello che viviamo, la ripetizione delle vecchie logiche di partito e di apparato viene percepita come una cerimonia cimiteriale.
Anche il centrosinistra si deve rinnovare, deve costruire una nuova alleanza.
La posizione di Nichi Vendola, anche se fortemente critico nei confronti del Partito Democratico, può essere percepita come dialettica interna che peraltro sembra ampiamente condivisa all’interno dello stesso PD.
Del resto una prima prova di questo si è avuta proprio nella vittoria delle primarie pugliesi dove l’attuale governatore era stato sostenuto contro il candidato democratico proprio dai militanti ed elettori del PD.
C’è un popolo in Italia- il popolo del PD- che per anni si è sentito ai margini di un dibattito politico, che ha visto crollare la pregnanza delle parole in cui credeva, che ha costatato come esse fossero accantonate e non facessero più parte di un codice di riferimento, di una cornice che evocasse il cambiamento o la voglia di cambiare.
Vendola quelle parole le usa tutte, le ripropone e le rilancia. Per questo Nichi Vendola potrebbe farcela, anche se la via è aspra e il progetto alla fine potrebbe essere condizionato.
La mancanza di un progetto politico compiuto e definito si avverte oggi anche a Firenze.
Un uomo solo al comando sta stravolgendo questa città a suon di spot, ove a volte si rilevano errati per una mancanza di condivisibilità comune.
Il silenzio dello stesso partito del Sindaco è assordante!
Come circolo tematico del trasporto pubblico, ci preoccupano e non poco le non prese di posizione della politica metropolitana nei confronti delle aziende di TPL.
La nuova finanziaria ormai già approvata in Parlamento, si abbatterà come un ciclone su tutto il sistema di trasporto della provincia e le aziende del territorio sembrano del tutto impreparate ad affrontare tutto ciò; perché ancora oggi non si è aperta una discussione vera e proficua .
Purtroppo non si riesce ad avviare un processo aggregativo di aziende che comprenda servizi e strutture come la gestione della sosta, capace così di essere autosufficiente non pesando più su i continui sacrifici dei lavoratori e degli utenti che tra l’altro già dal mese di agosto vedranno aumentare il piano tariffario dell’azienda più importante: l’Ataf.
Anzi, la vicenda recente della messa in funzione della prima linea tramviaria va in tutt’altra direzione.
Il sistema tramviario poteva essere l’occasione di procedere verso una prima integrazione tra ferro e gomma; invece Gest ha tolto km in assenza di gara alle altre aziende come Ataf, ridimensionandola di circa 1.500.000 di km in meno
Al solo scorato allargamento di braccia della politica cittadina, si è succeduto l’accordo siglato da Gest con Cisl Uil Faisa e Ugl inerente il passaggio dei lavoratori dal ferro alla gomma a condizioni economiche e normative differenti; quando la legge regionale 42/98 prevede uguali condizioni e quindi priorità ai lavoratori facenti parte dell’azienda detentrice dei km .
Tutto questo fa molto riflettere, perché la nostra preoccupazione è che di fronte ai tagli imminenti causati dalla finanziaria, quell’accordo rischia di diventare un moltiplicatore di esuberi.
Se quest’estate qualcuno ha tessuto una trama tragicomica, quest’autunno potrebbe diventare un film dell’orrore dove i protagonisti saranno tante persone oneste, sempre più inermi, sbattute di fronte a tanta superficialità.



