Le "tentazioni" del PD --- botta e risposta a cura di Maurizio De Santis

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Ecco la risposta del nostro Portavoce Provinciale Maurizio De Santis dopo la lettura dell'intervista dell'Assessore Provinciale di SEL Renzo Crescioli all'Unità (riportata in calce)

 “Renzo Crescioli, questo sconosciuto…”

In merito all’intervista rilasciata da Renzo Crescioli e apparsa oggi sulle colonne dell’Unità, vorremmo chiarire alcuni punti.

In primo luogo, dispiace vedere un Assessore tutto indaffarato in questa pausa estiva in trame degne della Prima Repubblica, trame che noi aborriamo e che crediamo non suscitino il minimo interesse nei cittadini. Sinistra Ecologia e Libertà non ha alcun interesse a entrare in un dibattito di cui è stata tenuta all’oscuro e che vede protagonista un Pd che soltanto pochi giorni fa rimproverava all’Italia dei Valori un’indegna campagna di acquisti. Complimenti ad entrambi.

In secondo luogo, rimaniamo veramente stupiti dalle critiche mosse da Crescioli al partito. Forse Crescioli non si è accorto che SEL ha appena concluso la sua prima festa provinciale che ha visto la presenza di un gran numero di cittadini e l’apporto di decine di nuovi giovani che con entusiasmo stanno sostenendo il nostro progetto politico. Forse non si è accorto che siamo l’unico partito ad avere organizzato persino ad agosto delle iniziative (Guerriglia Gardening, 12 Agosto, può vedere il video su www.selfirenze.org) che hanno avuto un ottimo successo politico e mediatico. Forse non si è accorto che Nichi Vendola rappresenta una speranza per tutta la sinistra italiana e che si è costruito la propria credibilità stando fuori da questi giochi di politicismo che evidentemente piacciono tanto a Crescioli.

Un partito noi lo stiamo costruendo, con la serietà e con la fatica necessaria, un nuovo tessuto di relazioni sociali senza il quale un partito è solo un’operazione a tavolino, esattamente come è stato costruito il PD, partito che ha fallito il proprio obiettivo e che a Settembre sarà quello più sottoposto a fibrillazioni con il nuovo quadro politico che sta emergendo. Ma evidentemente Crescioli non si è accorto di tutto questo. Anche il completo fraintendimento sulle Fabbriche di Nichi la dice lunga sulla comprensione del nostro progetto: le Fabbriche non sono in contrapposizione a SEL, sono una modalità diversa per interagire con la società, nauseata dallo spettacolo della politica. Ma anche di questo Crescioli non pare essersi accorto.

Noi invece non ci siamo accorti della cifra di novità che un sssessore avrebbe dovuto portare in una giunta per rappresentare SEL, con un assessorato di peso e dalle enormi possibilità (investimenti in energie rinnovabili, acquisti verdi e chi più ne ha più ne metta) lo abbiamo visto cimentarsi in attacchi contro tutto e tutti su un solo tema: la difesa ad oltranza degli inceneritori! Un Assessorato all’Ambiente può e deve occuparsi di molto di più.

Comunque noi non abbiamo nessuna intenzione di chiedere le dimissioni di nessuno, abbiamo rotto con lo stalinismo e non faremo processi a nessuno. Soltanto ricordare a Crescioli che qui c’è un popolo che sta ricostruendo il proprio futuro, a lui spetta decidere dove vuole stare. A Settembre chiederemo al Presidente Barducci una verifica politica della maggioranza e della Giunta provinciale

Maurizio De Santis – Coordinatore prov. SEL Firenze

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POLITICA L’assessore tentato dal Pd: «Cara Sel così non va»

di Tommaso Galgani

Renzo Crescioli, che alcuni chiamano «il pragmatico», ha una lunga militanza politica. Pci, Pds, Ds, poi Sinistra Democratica per non entrare nel Pd, ora Sel (Sinistra e Libertà). Nella cui quota è assessore all’ambiente della Provincia di Firenze. In queste settimane è “corteggiato” dal Pd (in primis da sua moglie, consigliera comunale a Vaglia). Lui per ora resta in Sinistra e Libertà. Ma ammette: «Serve una riflessione su Sel. Un nuovo slancio. Lontano dalle ideologizzazioni, ma con un approccio pragmatico ai problemi». I congressi autunnali, dice, «potrebbero cambiare orizzonti». Molto dipenderà anche dal quadro nazionale. Assessore Crescioli, che futuro vede per Sinistra e Libertà? «Sel è un elemento magmatico. Non è un risultato fare un partito che vivacchia sul 4%. Tanto varrebbe essere un movimento che dà un contributo con le idee. Alle ultime regionali qui non è andata bene». Le premesse le sembravano diverse? «Dopo le ultime Europee, si poteva fare un partito in grado di confrontarsi col Pd. Ma, per dialettiche tra le varie componenti, abbiamo perso quel treno. Perdendo la spinta. Costruire un partito è una cosa seria». Sinistra Democratica non entrò nel Pd insistendo soprattutto sui temi della laicità e su quelli della collocazione europea. «Forse quelle questioni non sono risolte nel Pd, ma non sono più temi in grado di differenziarci pesantemente dai Democratici, specie dopo l’uscita dei rutelliani. È che a volte tendiamo a spaccare il capello in quattro. A inventare distinzioni per avere un modo per distinguersi». Oggi Sel vive molto dell’immagine di Nichi Vendola. «Sicuramente lui è uno che piace molto nel centrosinistra, ha portato una ventata di idee ed entusiasmo. Ma Sel non può ridursi a fare il suo comitato elettorale, in vista della sua candidatura nelle eventuali primarie per scegliere il leader nazionale del centrosinistra. Tanto più che, e me ne dispiace, Vendola nei suoi interventi non cita quasi mai Sel, a vantaggio delle sue famose Fabbriche. Anche nel suo sito personale su Sel c’è solo una piccola finestra». In che rapporti è ora con i suoi compagni di Sel? «Un po’ di freddezza l’ho percepita. Ultimamente non ci sono state occasioni di confronto. Ho avuto delle divergenze di vedute con alcuni sulla questione dell’inceneritore. Io sono in Provincia per Sel e rispondo a loro, anche se le cose si evolvono». Invece col Pd come si relaziona? «Ho rapporti istituzionali, buoni. Soprattutto col mio Presidente Andrea Barducci: lui è un mediatore, uno che smussa gli angoli. Anche il Pd comunque deve trovare un nuovo slancio e sarebbe utile se mandasse segnali a sinistra, basterebbe poco, verso l’unità delle varie anime del centrosinistra. Se andrò alla festa del Pd alle Cascine? Sì». Come far tornare il popolo del centrosinistra fiducioso nei suoi partiti? «Più che parlare di alleanze e leader, si parli di cose concrete, dalla sicurezza sociale alla crisi economica. Con basi programmatiche ed idee nette. Dicendo poche cose ma chiare. Facendo capire le nostre proposte: la gente sennò non ci segue e ascolta i messaggi semplicatori delle destre». FIRENZE fircro@unita.it

L'Unità, 20 agosto 2010 pubblicato nell'edizione di Firenze (pagina 4)

 

Commento di Enrico Solito

Come spesso succede in politica quello che io considero un errore politico (non se ne abbia a male Renzo) può provocare un fatto positivo.

L'intervista di Renzo all'Unità non mi è piaciuta, non tanto e non solo per le cose che diceva ma per come le diceva e per la sede in cui le diceva e per il momento. Certo, non possiamo stare attenti solo alla tattica, ma vivaddio questo è il momento in cui, finalmente, tanti nel PD e nel centrosinistra cominciano a  chiedersi se non avevamo ragione noi. E non mi è piaciuto il tono quasi da battitore esterno di Renzo, anche se lui correttamente ribadisce la sua collocazione politica in SEL.

Insomma, francamente: io non l'avrei fatto, non così. Però...

Però l'onestà intellettuale di Crescioli gli fa dire delle cose giuste, che chiunque certamente in SEL condivide. La figura carismatica di Vendola è certamente un valore aggiunto e  un vantaggio inaspettato per il nostro movimento, ma nulla è più distante da ciò che stiamo costruendo dal culto della personalità: e non possiamo coprire il deficit di elaborazione culturale con questo. Caro Renzo, l'aquila bicefala, di austroungarica memoria, mi è sempre stata del tutto sulle scatole, ma è anche vero che un partito dalle grandi ambizioni sia pur piccolo come il nostro  ha bisogno di tempo per darsi una visione del mondo in grado di articolarsi con proposte operative su tutto: abbiamo bisogno di cultura, di riflettere, di elaborare appunto una nuova idea di società e politica. Non bastano i circoli per questo, ci vogliono iniziative culturali, forum, discussioni, coinvolgimento di altri: le fabbriche mi paiono benedette in questo senso. Il che non significa disinteressarsi, delegare, aspettare che lì si faccia cultura che poi noi applicheremo: e poi, questa cultura che costruiamo non deve appartenere solo a noi di SEL ma a tutta l'alleanza di centrosinistra. Questo è ciò che io intendo per egemonia, ciò che bisogna costruire per battere quella che oggi è su tutta la società l'egemonia culturale berlusconiana, il modo di pensare imposto dalla destra. Allora io vorrei che non solo il partito, non solo le fabbriche, ma ogni strada fosse un punto di discussione e di elaborazione.

Tu ricordi, caro Renzo, i tanti compagni delusi o stanchi o in disaccordo che se ne stanno ai margini o hanno preso altre strade. Tu sai che io mai, mai, ho alzato una parola contro di loro: almeno in questo mi ritengo immune dalla stupida smania del “dalli al traditore”. Penso però, e l'ho detto a molti di loro, che sbaglino (sennò, tra l'altro, non sarei ancora qui): perchè al di là della inadeguatezza, dei deficit, delle ingenuità, noi tutto questo lo stiamo facendo. Guardiamoci indietro, all'annichilimento di due anni fa. E ancora prima, a tre anni fa, quando i DS decidono di sciogliersi e abbandonare l'epistemologia stessa della sinistra. Allora prendemmo i nostri motoscafi e ci mettemmo in mare, dando per scontato di prendere  batoste paurose ma tenendo fisso in mente l'obiettivo.

L'obiettivo era, ed è, una grande sinistra in grado di governare, che dia voce politica a tanta gente che c'è e che è disgustata e depressa. Abbiamo attraversato cose inenarrabili, dalla destra scatenata al PD che balbetta, dall'annichilimento della sinistra alla timida ripartenza e cosa abbiamo oggi?

Una crisi della destra cui nessuno dà alternative, perchè il PD, come diciamo da sempre, è prigioniero di sé stesso: una cultura a sinistra da ricostruire. Un piccolo partito, il nostro, che finalmente nasce e che cerca di costruirla, questa cultura e finalmente la coscienza sempre più diffusa a sinistra che abbiamo ragione, che così bisogna fare, non con accordicchi tattici che non hanno mai funzionato. Certo, avremmo dovuto farlo subito, tre anni fa, e io ero tra quelli che ci davano tempi molto più stretti. Ma questo è, così è andata e malgrado tutto molto possiamo ancora fare e non ha senso piangere sul latte versato, sui ritardi, su chi ci ha messo i bastoni tra le ruote: abbiamo sudato e sofferto, ma abbiamo un gruppo dirigente che si sta costruendo e totalmente aperto, abbiamo militanti e gente interessata.  E allora a tutti quei compagni delusi e  da parte dico “fatevi sotto”. Ci sono assemblee provinciali, una testa un voto, la vostra vale la mia (che non vale purtroppo un gran che). Il momento è ora.

 

Dicevo, caro Renzo, che il tuo “j'accuse” può essere utile: è il momento di allargare i tavoli, di aprire discussioni. Non che non si sia fatto: la festa a Sesto con le discussioni sull'areoporto, la commissione ambiente, il grande lavoro della commissione cultura, tutti i dibattiti alla festa ed altre iniziative ancora: ma facciamo che il congresso sia una discussione permanente. Apriamo-faccio per dire- assemblee aperte tutto un fine settimana  che preparino tesi “locali”, operative, sui punti; che declinino il manifesto fondativo qui ed ora. Facciamolo a settembre sull'ambiente, sulla cultura, mettendo ancora più a frutto il lavoro dei gruppi, utilizzando lo spazio che manca al congresso per portarci dentro tutto questo. E approfittiamo di questa discussione per costruire un congresso più partecipato e più utile, che sia uno squillo di carica alla gente dispersa e disperata che vuole un futuro migliore e che non crede più nella riscossa.

 

Enrico Solito

 

Commento di Anna Comparini

 

Sono allibita.

Ho letto l'intervista di Renzo Crescioli sull' Unità di ieri. Sì, Renzo Crescioli Assessore provinciale all'Ambiente per Sinistra Ecologia Libertà. Letta e riletta. Ho letto la risposta e la richiesta di chiarimenti del nostro portavoce provinciale Maurizio De Santis, riportata sull'Unità di oggi. Concordo su tutta la linea, e alle sue argomentazioni davvero esaustive, non ho niente da aggiungere.

Ma come militante di Sel, mi sento parecchio offesa caro Crescioli.

"Sel elemento magmatico". A tuo avviso devo sentirmi un lapillo dunque. E come me altri compagni. Un lapillo che diventa cenere o che nella migliore delle ipotesi, si solidifica formando pietra nera. Non lo sono caro Crescioli, non lo sono, fidati.

"Dopo le ultime Europee, si poteva fare un partito in grado di confrontarsi col Pd. Ma, per dialettiche tra le varie componenti, abbiamo perso quel treno". Mi chiedo ancora di quale treno tu stia parlando. Mi chiedo a quali dialettiche ti stia riferendo. Quelle con il Pd? Un Pd che a livello nazionale non riconosce Vendola nemmeno come possibile candidato alle primarie, un Pd che ha ignorato a livello toscano il significato di 60.000 voti che Sel (seconda regione in Italia dopo la Puglia) ha portato anche alla causa di Enrico Rossi, che nella sua giunta ha preferito tal Riccardo Nencini che di voti ne ha portati pochi (diciamo nessuno?). Con chi altri dunque?  

"Sel non può ridursi a un comitato elettorale [di Vendola]". Non lo è. Peccato tu non ti sia accorto della sottile differenza che c'è tra vecchi tatticismi politici, e nuove realtà. Eppure sei stato eletto nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà, anche in virtù del brillante risultato elettorale (non così brillante alle regionali perchè il 3,8%, non è quel maledetto 4% imposto anche dal Pd??) che io ritengo abbia raggiunto Sel in tutta Italia (anche con l'aiuto delle Fabbriche, che sono cosa ben diversa da quella che tu nell'intervista "sbrighi" tanto velocemente). La tua intervista trasuda di vecchie parole, me ne dispiace. Parole obsolete, che hai espresso anche nella tua fugace apparizione alla Festa di Sinistra Ecologia e Libertà, quando si parlava anche con te, Assessore all'Ambiente della Provincia di Firenze, di "green economy". Parole che avrebbero dovuto dimostrare che tu sei un rappresentante di Sel con un ruolo istituzionale molto importante, e in quanto tale preparato più di altri. Che avrebbe dovuto parlare di nuove tecnologie. Che avrebbe dovuto far emergere la freschezza di idee innovative. Niente di tutto questo è accaduto. Il dibattito è stato tenuto alto da altri. Ed è stato un gran peccato, un'occasione perduta nell' ambito della prima festa provinciale di Sinistra Ecologia Libertà fiorentina, una bella festa piena di gente, entusiasmo, passione, della quale tu non ti sei nemmeno accorto, solo perchè ci sei stato un frammento del tuo prezioso tempo.

"Un po’ di freddezza l’ho percepita.[con i compagni di Sel].Ultimamente non ci sono state occasioni di confronto. Ho avuto delle divergenze di vedute con alcuni sulla questione dell’inceneritore. Io
sono in Provincia per Sel e rispondo a loro, anche se le cose si evolvono". Caro Crescioli, ci confrontiamo costantemente, la Festa fiorentina ha confermato un bel gruppo che ha lavorato tra mille difficoltà, ci avviamo al Congresso costituente di Sel, la gente guarda Nichi perchè sa governare una regione, aumentano i consensi e tu vedi la freddezza dei tuoi compagni per mancanza di confronto. Confrontarsi vuol dire discutere, parlarsi, finanche arrabbiarsi, nell'ottica di una logica comune. Non tirare conclusioni superficiali e assai affrettate, come le tue dell'intervista sull'Unità.

Caro Renzo Crescioli, sono francamente delusa. E non c'entrano le alleanze, il leader, gli slanci, i segnali a sinistra (quale sinistra in Parlamento?) etc etc.. Queste sono parole del linguaggio desueto della vecchia politica del Pd che non sa più che fare per non perdere voti, linguaggio che non appartiene a Sel.

Io sono delusa perchè ti ho votato sulla base di programmi concreti per i quali tutti noi compagni di Sel ci siamo e ci stiamo dannando, e tu li hai disattesi. Fatti non parole. Come la pubblicità, ho scelto un luogo comune, sì anche io, come te. Chiedo venia.

Ovvio che, per chiarezza e trasparenza, auspico quanto il nostro portavoce ti chiede, proprio nel nome di quel popolo che sta ricostruendo con fatica e con passione il proprio futuro, del quale, ahimè, sembri proprio esserti dimenticato.

Un saluto, Anna Comparini. 

 

Commento del Compagno Stefano Baravelli

Caro Renzo,
la tua intervista di ieri sull’Unità mi ha  colpito molto negativamente sia nella forma che nel contenuto.
 Nella forma perché viene alla vigilia di  una stagione di dibattito congressuale nella quale tu come tutti noi avrai lo spazio adeguato per agire tutte le tue legittime perplessità e dubbi sul presente e sul futuro del nostro nuovo partito.
 Nel contenuto perché molte delle cose che affermi mi trovano inaspettatamente distante dato che come sai abbiamo percorso un bel pezzo di strada insieme condividendo impegno e sofferenza per ricercare un luogo e una forma per far vivere una sinistra di lotta e di governo, come si diceva un tempo, in un paese che di sinistra aveva e ha sempre più bisogno. Le affermazioni che mi hanno colpito di più nell’intervista sono due:
 la prima è quella che abbiamo una vocazione minoritaria come dire meno siamo meglio stiamo basta essere coerenti, che io non registro tra i compagni con cui quotidianamente discuto,  per tutti il 4% è ciò che siamo ora date le nostre condizioni politiche di un partito che deve ancora nascere, ma la voglia di tutti e soprattutto la dimensione del nostro ragionamento politico è quella di rappresentare una reale alternativa per gli elettori di sinistra che ancora non ci votano.
La seconda è quella che le differenze con il PD sarebbero un po’ venute meno data la grande articolazione del dibattito che c’è in quel partito e qui caro Renzo ti sbagli di grosso perché tanto per fare un esempio su un tema che per noi ex ds è sempre stato fondamentale e primario nelle nostre ragioni di non adesione al nascente PD, sulla vicenda di Pomigliano un partito non può lasciare libertà di coscienza ma deve affermare con forza una scelta di campo. Posso capire sui temi etici l’articolazione sofferta del dibattito interno al mondo cattolico ma sui diritti dei lavoratori non si scherza e non si giocano strategie di furbizia moderata di d’alemiana memoria.
 Sul tema del lavoro e dei diritti in questo paese c’è una prateria politica da riempire che né Bersani né altri leader PD mi sembrano troppo interessati a colmare occupati come sono ad apparire come responsabili e maturi. Tu parli giustamente nell’intervista dell’importanza dei contenuti rispetto alla ricerca della leadership, ecco un bel contenuto sul quale discutere al nostro congresso: i diritti dei lavoratori.
 In ultimo la questione di Nichi Vendola  dalla quale figura saremo schiacciati apparendo ne più e nemmeno un comitato elettorale, io ho già detto in altre occasione assembleari, dove tu purtroppo non eri presente immagino per altri impegni, che Vendola è per noi una immensa risorsa e un’opportunità straordinaria e onestamente mi sfugge il motivo per cui alcuni compagni, soprattutto ex ds, esprimono paure e titubanze. Erano sicuramente altri tempi ma nel tuo e nel mio PCI di qualche decennio fa la popolarità di un leader come Enrico Berlinguer mi sembra che non imbarazzava nessuno di noi militanti ma anzi ci riempiva di aspettative e di fiducia. La chiudo qui Renzo ma in ultimo ti voglio dire che la mia stima per te e per i compagni con cui ho condiviso tanto del percorso politico degli ultimi anni non viene certo meno c’è però la sensazione di aver perso dei compagni di strada, non perché siano venuti meno i motivi del nostro inizio di percorso ma per questioni legate più ai rapporti tra le varie provenienze politiche. Ti invito comunque a partecipare al nostro dibattito e a tutti i luoghi dove la nostra nuova avventura potrà svilupparsi e prendere ancora più forma.

Un saluto fraterno

Stefano Baravelli

Spaccare il capello in 4 ???

Renzo mi sa che ti sei perso un po' di robina .... forse troppo preso dai tuoi impegni istituzionali.

Guarda che proporre un Governo TREMONTI .. non è spaccare il capello in 4... e ne dico solo una...

 

Sull'intervista di Crescioli a L'Unità

Compagn*,

pur avendo da esprimere la mia opinione su un certo modo di "esternare", nonché qualche valutazione politica nel merito dell'intervista e del successivo chiarimento di Crescioli, come credo tutt* coloro che li abbiano letti, invito tutt* a farlo non attraverso questo mezzo, bensì nelle sedi politiche appropriate.

Troppe volte in passato, quando ancora SEL non esisteva, la posta elettronica (non c'era nessun sito, allora) o le mailing list sono state usate in modo assolutamente improprio e per gogne che non vanno assolutamente ripetute (non mi riferisco ai 3 commenti che mi hanno preceduto, ovviamente, ma al rischio che possiamo correre confrontandoci in questo modo).

Credo che il comunicato stampa del coordinatore De Santis sia stato, oltre che doveroso, anche estremamente chiaro e, fino a quando non ci confronteremo in una sede appropriata, sufficiente.