Cessare immediatamente i bombardamenti in Libia e ritiro truppe dalla Libia e dall'Afghanistan - Assemblea Federale di Firenze

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Documento sulla Guerra in Libia ed Afghanistan approvato all’unanimità dall’assemblea federale della federazione di Firenze il 5 ottobre 2011

Il sentimento che proviamo per le guerre in corso in Libia ed Afghanistan e per la situazione internazionale è di estremo disagio.

Il mondo occidentale continua a perseverare nella tentazione del colonialismo, nel tentativo di imporre con violenza mascherata da solidarietà il proprio potere economico e politico.

La Libia è un caso esemplare, sia come dimostrazione di questo imperante atteggiamento delle potenze occidentali, sia della gregarietà e dell'impotenza in campo di diplomazia internazionale dell'Italia.

Siamo di fronte ad una guerra che ha come unico scopo quello di mischiare le carte dei rapporti internazionali della Libia per cercare di trarne il maggior profitto, l'imbarazzante corsa dei politici europei e americani ad ingraziarsi a pistole ancora fumanti i nuovi potenti per ottenere contratti miliardari è forse la migliore dimostrazione di questo fatto. L'enorme ricchezza della Libia fa gola a molti.

Contemporaneamente l'Italia è stata trascinata contro la sua volontà in una guerra che non voleva e da cui non poteva ottenere che danni, dopo aver sostenuto per anni il regime liberticida di Gheddafi, ottenendone in cambio, tra le altre cose, misure di contrasto dei flussi migratori dall'Africa, rinchiudendo i migranti in centri di detenzione dalle condizioni disumane e contro ogni più elementare rispetto dei diritti umani, nel deserto.

Miliardi di euro spesi in una guerra ingiusta, palesemente al di fuori della risoluzione dell'ONU che parlava solamente di difesa di civili e contraria all'articolo 11 della Costituzione Italiana.

Nel mediterraneo sono in corso grandi movimenti. I giovani del nord Africa e di altri paesi arabi si stanno ribellando ad una condizione di mancanza di diritti anche subendo pesanti violenze come in Siria e Yemen. Idee di libertà circolano con sempre più forza e contagiano anche i ragazzi delle potenze occidentali. Un circolo virtuoso che segnala un risveglio della coscienza civile nelle nuove generazioni, un segnale che dovrebbe essere colto e alimentato e che invece si svolge nel generale disinteresse o peggio nello scherno di gran parte della classe politica.

In un contesto simile le bombe hanno come unico risultato una estremizzazione delle posizioni. L'occidente viene giustamente visto come invasore, interessato solamente allo sfruttamento delle risorse e della ricchezza dei loro paesi. Le nostre bombe provocano morte, distruzione. L'uso più volte dimostrato di uranio impoverito, bombe a cluster e fosforo bianco violano le leggi internazionali e dimostrano il nostro ruolo di forze di invasione e non certo di pace.

Tutto questo non può più essere tollerato.

La carta fondativa del nostro partito è chiara in tal senso: la guerra non può essere consentita in alcun modo come forma di risoluzione dei problemi internazionali. Queste guerre presentate in modo ipocrita come umanitarie sono illegittime e da combattere a voce alta con tutti i mezzi disponibili.

Sel non può in alcun modo avallare interventi militari che non siano di interposizione o di peace keeping e che non siano autorizzati dall'Onu.

Crediamo che Sel debba chiedere in maniera chiara la cessazione immediata di ogni bombardamento, il ritiro dell'Italia e della Nato dalla Libia e dall'Afghanistan e che debba fare pressioni sui nostri alleati politici perché si oppongano in maniera analoga ad ogni intervento di questo tipo.

Il ripudio della guerra ed il taglio delle spese militari dovrebbe far parte integrante del programma politico della futura coalizione di centrosinistra.

L’Assemblea Federale di Firenze  5 ottobre 2011

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