13 dicembre 2011. Firenze non dimenticherà.

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Quanto avvenuto ieri a Firenze ci lascia sgomenti, pieni di orrore e di rabbia. La barbara uccisione di Samb Modou e Diop Mor e il ferimento di altri tre ragazzi di origine senegalese da parte di Gianluca Casseri, fascista e militante di Casa Pound, rappresentano una ferita profonda per la nostra città.

Niente a che vedere con il gesto di un pazzo, di un folle, come molti invece già cercano di descrivere. E’ molto, molto di più. E’ il gesto estremo, il frutto malato di una semina culturale che dura da troppi anni, intrisa di razzismo e di xenofobia, di odio e di paura per il diverso.

Un fatto terribile, a pochi giorni dal pogrom al campo Rom di Torino e dopo tanti altri atti e gesti, meno gravi ma quotidiani, che non trovano spesso nemmeno lo spazio di un trafiletto sugli organi di stampa ma che dimostrano come e quanto il cancro del razzismo e della xenofobia sia cresciuto e diffuso nella nostra società.

Quasi non bastasse la percezione del generale indebolimento dei valori civili nella nostra società, che l'attuale crisi economica e sociale che attraversa il Paese rischia di alimentare ulteriormente in una spirale drammatica di crescenti odio, chiusura, rifiuto dell’integrazione e dell’affermarsi di una società multiculturale. Una spirale che si è nutrita della propaganda becera di forze politiche al governo del Paese fino a poche settimane fa, Lega in testa, che hanno fatto della discriminazione e del sopruso nei confronti del diverso un elemento nodale nella ricerca del consenso.

Oggi più che mai occorre quindi una reazione forte, decisa ed immediata per recidere questa spirale, nella quale SEL dovrà essere in prima linea insieme a tutte le altre forze politiche e sociali democratiche e antirazziste. E non soltanto nelle importanti manifestazioni che stiamo contribuendo ad organizzare a Firenze (oggi alle 18 ci sarà una fiaccolata nel luogo della strage e sabato un corteo per le vie del centro) ma soprattutto nella battaglia culturale che dovremo lanciare nell’intero Paese. Una battaglia contro la sedimentazione di subculture razziste e xenofobe, una battaglia per una società diversa e accogliente, capace di aprirsi agli altri, al diverso, per una società più umana e solidale.

Ieri è stata una giornata terribile che mai avremmo voluto vivere, che non dovremo né potremo dimenticare. Vogliamo stringerci agli amici e ai parenti di Samb Modou e Diop Mor e a tutta la comunità senegalese della città per esprimere la nostra vicinanza e il nostro affetto più profondo. Il loro dolore è anche il nostro.

Lorenzo Falchi

Coordinatore SEL Firenze